Meglio di tante parole, più utile potrebbe essere, ipotizzando che sia una prefazione ad un libro, questo primo post, figlio degenere di una notte insonne.
Scalato la Sardegna, ho!
Se, alla resa dei conti, avessi bisogno di un titolo, con molta probabilità potrebbe essere questo....
Diario di un’impresa eccezionale. Un milanese imbolsito all’arrembaggio di un sogno
Questo potrebbe essere un sottotitolo....
Dedicato all’ignara Mariù, a Raffaele, Gabriele, Michele, Uriel e Metatron.
Una dedica, ci vuole....
martedì 21 giugno 2011…..
ore 04.16
Il milanese imbolsito, sono io.
Mi chiamerò, per comodità ( …e anche perché è così) Tino.
Mi auguro, se tutto dovesse andare come spero e auspico, di avere tempo e modo di disegnare un biglietto da visita che mi presenti adeguatamente anche se, al momento, mi sono ancora oscuri i motivi per i quali, a qualcuno potrebbe interessare di fare la mia conoscenza…..
L’impresa eccezionale non è quella di essermi svegliato a quest’ora, e neanche il progetto ( in sé stesso) che mi ha inquinato il cervello e che ha contribuito a farmi lasciare le lenzuola.
Traversare la Sardegna da Domus de Maria a Santa Teresa di Gallura, neanche è un’impresa eccezionale….
Dopotutto non sono che 422 chilometri ( dato fornito gentilmente da Tuttocittà) tagliando a metà la Sardegna per il lungo….. me la dovrei agevolmente cavare in 84 ore e 3 minuti.
A piedi, certo……
Per i 3 minuti, con un po’ di buona volontà, ce la potrei anche fare….. Nutro qualche vaga perplessità sul fatto delle 84 ore. Cosa sarebbero….4 giorni? Più o meno, se non dormissi e camminassi ad una media oraria di 5 all’ora….
Le mie risorse fisiche? Per andare a comprare le sigarette, prendo la macchina…. Ognuno tragga le proprie conclusioni.
Ho 57 anni, dalla garrula provincia cremonese, sto con la Mariù da una decina, abbiamo un gatto, Sissi, stiamo incrociando le dita per vendere l’ appartamento di Gorgonzola, patria e luogo di nascita dell’omonima squisitezza, perché vorremmo passare quei 4 o 5 anni che ci rimangono ( scherzo, potrebbero essere anche di più !!!) in un posto dove, aprendo le finestre la mattina, si veda il mare….. ma non un mare qualsiasi.
Pensavamo a quest’isoletta qui….. così, per simpatia, anche se la nostra conoscenza della stessa si limita alla classica vacanza estiva di una volta nella vita.
Si potrebbe disquisire, allegramente o no, sul fatto della voglia del cambiamento della propria esistenza che se cambiamento deve essere, allora cambiamento sia o sulla voglia di altri orizzonti davanti agli occhi o …..
Ora, si sa che le cose ottenute senza eccessiva fatica hanno un sapore diverso da quelle conquistate dopo avere effettuato un percorso catartico ( a sensazione, dovrei avere imbroccato il termine, credo. L’importante è fare finta in maniera credibile di sapere quello che si sta dicendo).
Comunque, nella mia abissale ignoranza di cose catartiche, ho la convinzione che, se almeno provassi a conquistare questo obiettivo, gli astri ci concederebbero magnanimamente quel benedetto calcio nel culo di cui avremmo taaaaaanto bisogno.
Questa “cosa” non serve per legittimare un primato o per dimostrare alcunché….Molto più semplicemente, si potrebbe definire quasi un pellegrinaggio, un viatico per accattivarci gli dei perché si dimostrino benevoli…..
Sorge spontanea una domanda, nata dalla pregressa maledetta abitudine di ottimizzare le cose che si stanno facendo, da buon lombardo D.O.C: diamo un senso a questa fess….ehm, avventura che sta germogliando. Germogliando? Ma se il seme non si è neanche accorto di essere stato piantato!
Perché non corredare il tragitto con qualche decina di centinaia di fotografie, chè il soggetto merita? Hai visto mai, che potrebbe essere una bella idea…. Tanto è gratis, nel senso: sei lì che scarpini, non vorrai mica poltrire, nel frattempo, no?
Ma fammi capire….. se sei in giro a piedi, dopo una trentina di scatti con la tua macchinetta ti si scaricherà la batteria, giusto? E allora, vai a riesumare la reflex tradizionale.
Non bastava una stupidaggine, vero? Due, al prezzo di una. Certo, non ci facciamo mancare niente, noialtri! Non so neanche se vendono ancora i rullini, se li sviluppano e quanto potrebbero costare.
I rischi di non dormire adeguatamente…
Pensaci bene, Tino. Diari di viaggio sulla Sardegna, ancorchè fotografici, ne avranno fatti quanti, trentaseimila? E poi, traversi la Sardegna e quasi non fai vedere il mare? Secondo te, la Sardegna è piatta?
Amleto, non sei nessuno…..
Ore 06.10
Vogliamo riprovare a chiudere le palpebre, affinchè si possa verificare al risveglio se l’idea decanta e si perde sul fondo o se rimane a galla? Mariù si è svegliata anche lei e mi guarda perplessa…. Perché non sa ancora di questa malsana “pensata” e perché lo verrà a sapere dal biglietto che le lascerò…..
E Mariù... adesso lo sa! Bravo Tino!!!
RispondiEliminaFelicemente sorpresa, emozionata, grata e commossa, ringrazio per la dedica :-))
Ringrazio anche i Magnifici Cinque che ci seguono e sostengono nella realizzazione di questo progetto, nella speranza... ma certo è più di una speranza... che questo sogno diventi prestissimo una realtà.
Macché Sardegna... statevene vicino a Milano, ché si sta così bene da quelle parti! :p :p :p
RispondiEliminaScherzi a parte, buona vendita e buon trasloco. :)
Simone
oh ,ma quanto sei bravo ,Tino!!!
RispondiEliminaintrigante il tuo blog,simpatico,ed è divertente leggere delle tue imprese...ce la farai,ce la farai...in fondo non sono che 422km
belle le foto!
ciao
Mariella
Mariù ( che ne sa più di me, sui blog...) mi dice che devo rispondere ai commenti..... io posso solo dirvi GRAZIE, per la vostra compagnia :-)
RispondiEliminaSai Tino che ti dico?...che la tua non è un'assurdità....tutt'altro sbrigati a farla, che se ci pensi troppo poi ti vengono in mente i come dove e quando ! Lascerei la casa in vendita a qualcuno di fiducia e partirei comunque....meglio che non ti dica il mio prossimo obbiettivo qual'è perchè allora si mi diresti : LuAl Se ...sei fuori come un citofono ! e io ti risponderei : OUI...OUI...OUI !!!
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